Arte in ostaggio
- cristalmine
- 10 mar 2024
- Tempo di lettura: 1 min
Aggiornamento: 24 ago 2024

Collettiva Artisti di via Bagutta in un spazio espositivo molto interessante.





Il museo MAiO di Cassina de’ Pecchi è un piccolo museo comunale nato nel 2015 e iscritto all’Associazione dei Piccoli Musei Italiani.
Il MAiO è dedicato all’Arte in Ostaggio e alle grafiche visionarie con l’obiettivo specifico di raccontare le 1641 opere d’arte trafugate dai nazisti durante l’ultimo conflitto mondiale e ancora prigioniere di guerra: si tratta di più di 800 dipinti, numerose sculture (tra cui la Testa del fauno di Michelangelo, simbolo del museo) arazzi, tappeti, strumenti musicali (tra cui i violini Stradivari) e moltissimi manoscritti di cui abbiamo testimonianza grazie al catalogo L’opera da ritrovare redatto da Rodolfo Siviero, il famoso 007 dell’arte.
Il MAiO è nato per suggerire un tema e provocare un’emozione, quello dell’assenza dell’arte, perché rubata, trascurata, ignorata, poco accessibile e ferita da guerre e terremoti. Ci piace pensare che in questo luogo si incontri chi ha rivendicato e tutt’ora rivendica il diritto alla bellezza e all’emozione estetica.




























Il sistema di sicurezza per l'arte moderna si è evoluto notevolmente dai tempi di Siviero. Oggi, i musei utilizzano la tecnologia RFID, il monitoraggio a infrarossi e persino il tagging del DNA per proteggere le proprie collezioni. Allo stesso tempo, i collezionisti privati hanno iniziato a investire in soluzioni di stoccaggio di alta qualità che garantiscono la conservazione ottimale di oggetti di valore. Il modello italiano dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale è stato imitato da molti paesi. Questa forza di polizia specializzata, istituita nel 1969, ha recuperato oltre 3 milioni di opere d'arte e reperti archeologici.
Si tratta di una sfida interessante che coinvolge l'arte e la conservazione del patrimonio culturale. Sulla base delle informazioni contenute nel post…